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MARIA, REGINA DI TUTTI I SANTI

 



“Questo è il fine della creazione... che ci santifichiamo!”. Così il Primo Maestro invita a guardare a Maria Regina di tutti i Santi, perfetta in ogni sua azione, e a chiedere a lei di “farci santi”, santificando tutte le azioni che compiamo da mattina a sera. La meditazione è tratta dal libro “Per un rinnovamento spirituale” (pp. 436-439).

Nelle litanie noi invochiamo la Madonna Regina di tutti i Santi. Prima la invochiamo Regina dei Profeti, perché ella dominò il pensiero dei profeti; Regina dei Patriarchi, perché la sua speranza fu più viva della speranza dei patriarchi. Poi la invochiamo Regina degli Apostoli, perché ella esercitò il massimo apostolato; Regina dei Martiri, perché ella sofferse più che tutti i martiri; Regina dei Confessori, perché esercitò maggiori virtù che i confessori; Regina dei Vergini, perché la sua purezza e il suo giglio è più bianco di tutti i gigli. E finalmente, con una invocazione collettiva, la invochiamo Regina Sanctorum omnium, Regina di tutti i Santi, prega per noi. Ecco la domanda che tutte le sere si fa alla Vergine e con cui si incomincia la giornata al mattino: “Fateci santi!”.

Qui è tutta una meditazione: lo scopo della vita non è questo? Farci santi, conquistare il Paradiso? Andiamo così alla radice di ogni considerazione. Perché vivo? Che cosa me ne sto io a fare su questa terra? Perché ho io abbracciato questa vocazione? Hæc est voluntas Dei: sanctificatio vestra. [Questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione] (1Ts 4,3). Questo è il fine della creazione e di tutte le grazie che ci sono state date, dal Battesimo fino a questo momento: che ci santifichiamo! Abbiamo da considerare che Maria è Regina dei Santi, perché ebbe una maggiore effusione di grazia. E noi domandiamo maggiore effusione di grazia, se non ci bastano le grazie ordinarie che il Signore ci comunica ogni giorno. Maria è Regina dei Santi, perché praticò meglio le virtù, e noi chiediamo al Signore di praticare le virtù proprie del nostro stato: spirito di povertà, delicatezza di coscienza e obbedienza. Maria è la più santa dei santi, perché guadagnò più meriti; le sue opere furono sempre perfette: perfetta nella preghiera, perfetta nel suo lavoro, perfetta nel suo raccoglimento, perfetta nella sua fede. Ella è la Regina dei Santi perché in cielo ha un trono più sublime. Fu esaltata sopra i cori di tutti gli angeli e sopra tutti i santi. Lassù, oltre ad una gloria più grande, ha anche una potenza che supera quella dei Santi. Potenza di intercessione più grande, perché ella presso Gesù Cristo ha dei diritti speciali, che le sono stati dati da Dio, perché ebbe una missione particolare; perché Dio l’ha fatta mediatrice di grazia. Quindi la Vergine è più santa:
1) per le maggiori effusioni di grazia;
2) per le maggiori virtù;
3) per i maggiori meriti, avendo corrisposto alla grazia;
4) perché in cielo è esaltata sopra tutti i Santi, e sopra tutti i Santi ha potere di intercessione per tutte le grazie presso Iddio.
Ammirabile creatura! Veramente più grande di ogni creatura, perché ella è entrata intimamente nella parentela della SS.ma Trinità, per la sua vocazione e per la sua missione. Parentela col Padre, di cui fu figlia prediletta; parentela col Figlio Gesù, perché ne fu madre; parentela con lo Spirito Santo, perché ella ne è la sposa.
Et Spiritus Sanctus descendet in te, et virtus Altissimi... [Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo] (Lc 1,35). La virtù, la potenza del Padre intervenne, e abbiamo come frutto: Verbum caro factum est [Il verbo si fece carne] (Gv 1,14). Il Verbo si fece carne nel suo seno. Oh! si ha ragione di elevare da un capo all’altro del mondo una lode universale a Maria. È bello il cantico che ho sentito in qualche luogo: Laudate Dominam omnes gentes, laudate eam omnes populi. Quoniam confirmata est super nos misericordia eius et bonitas eius manet in æternum. [Lodate il Signore, popoli tutti, voi tutte nazioni dategli gloria; poiché forte è il suo amore per noi e la sua fedeltà dura in eterno] (Salmo 117/116). Viene spontanea una riflessione. Dice S. Bernardo: “La Vergine si trovò nella pienezza dei Santi e sopra i Santi, perché a lei non mancò né la purità degli Angeli, né la fede dei Patriarchi, né la speranza dei Profeti, né lo zelo degli Apostoli, né la costanza dei Martiri, né la sobrietà e la virtù dei Confessori, né il candore delle Vergini, né la fecondità dei coniugati”.
E aggiunge S. AlbertoMagno: “Il merito di Maria eccede ogni altro merito”. L’applicazione pratica è questa: Maria è perfetta in ogni sua azione; per la santità è necessario che santifichiamo le azioni. Santificare la levata: è sempre gran cosa cominciare bene la giornata, con un cielo sereno nell’anima nostra, rivolgendoci a quel Paradiso verso cui siamo incamminati; perché, quando si fa un viaggio, ancorché duri diversi giorni, al mattino subito ci ricordiamo dove dobbiamo arrivare. Santificare la Messa: la Messa è santa, santa, santissima, ma bisogna che sia santa da parte nostra, cioè che sia bene ascoltata. Entrare nello spirito della Chiesa; accompagnarsi con Maria ai piedi della croce, quando offriva il suo divin Figliolo al Padre, a gloria del Padre e pace degli uomini. Sono ben ascoltate le Messe? Santificare la Comunione: le migliori disposizioni; entrare nell’intimità dell’unione con Gesù; parlare a Lui di noi; ascoltare le dolci parole che Egli insinua nel nostro animo, nel nostro cuore. E fare un ringraziamento che si conchiuda con santi propositi. Santificare la meditazione: che non sia un’istruzione, ma che sia un rinforzare la volontà: sentire più dedizione, più generosità. Santificare il cuore: buoni propositi. Santificare lo studio: l’attenzione a scuola è un gran merito. Quest’anno sia più attenta la nostra applicazione allo studio. Non perdere niente del prezioso dono che il Signore ci fa del tempo, e della scienza. Non è questo avvicinarci a Dio?
E il più grande ornamento dell’uomo, dopo la virtù, non è il sapere? Santificare le ricreazioni: lieti e buoni; non travolti dall’animosità del gioco. Dobbiamo sempre dominare noi stessi in tutto, perché sempre la ragione ha da stare sopra il senso, e lo spirito sopra la carne. Santificare i discorsi, santificare anche gli scherzi, affinché sia una ricreazione riposante, sana e tale che ci lasci meglio preparati allo studio, alla preghiera. Santificare il cibo; ecco il fine per cui lo prendiamo, ricordarlo: “Per mantenerci nel vostro santo servizio”. Ci riposiamo alla notte, ci nutriamo a tavola “per mantenerci nel santo servizio di Dio”. Non per il gusto o solamente per soddisfare una necessità – anche questo bisogna fare e questo è nelle intenzioni di Dio – ma tutto “per mantenerci nel santo servizio di Dio”; e dopo essere stati saziati, lavorare, perché noi sappiamo che abbiamo da guadagnarci il pane – è legge naturale – col sudore della fronte. E non sempre si suda materialmente, ma chi compie lo studio fa veramente una fatica. Santificare, poi, tutte le altre opere di pietà: il Rosario, la Visita, l’esame di coscienza; farli bene. Maria è la creatura che compì tutte le sue cose perfettamente.
Vi sono parecchi santi che fecero il voto di compiere sempre più perfettamente le loro cose, le loro azioni, e di scegliere il più perfetto. Non c’è ora da consigliare che facciate questo voto, così in pubblico, ma tendere sempre al meglio. Quando si considera che Savio Domenico, entrato a 12 anni presso D. Bosco, a 15 anni era già santo, noi ci domandiamo: Come mai in tre anni? Egli santificò tutte le sue cose, tutte le azioni della giornata.
Allora interroghiamoci. Le azioni della nostra giornata, le azioni che si succedono dal mattino alla sera, sono santificate? È santificato l’apostolato? È fatto nello spirito stesso di San Paolo, nello spirito con cui egli tracciava le sue lettere e le dettava? Queste lettere gli uscivano dal cuore, da quel cuore tanto amante di Gesù Cristo e tanto amante delle anime! Come è il nostro apostolato? E allora ci rivolgiamo a Maria, e vediamo se ci escono dal cuore queste domande: “Fatemi santo – Fatemi presto santo – Fatemi un gran santo!”. Ci escono dal cuore, dall’animo? E ci portano alla pratica? Oggi santifichiamo, per quanto ci è possibile, ogni azione e parola. “Vergine Maria, Madre di Gesù, fateci santi” (3 volte). E chiediamo maggiore effusione di grazia, maggiori virtù, più grandi meriti. “Gesù Maestro, accettate il patto, ecc.”.

Beato Giacomo Alberione


 

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